Presentato alla Stampa Estera a Roma “Made in Arbëria”: un progetto che unisce cultura, digitale e produzioni locali

Presentato a Roma ai giornalisti della Stampa Estera Made in Arbëria, progetto promosso da Obiettivo Remain per la valorizzazione delle comunità arbëreshe e delle aree interne, portando all’attenzione internazionale il valore culturale, produttivo ed economico dei territori arbëreshë, espressione di una storia antica e di una presenza viva nel patrimonio italiano.

L’iniziativa punta a portare all’attenzione nazionale e internazionale non solo le peculiarità delle comunità di minoranza linguistica storica arbëreshe, ma anche la necessità di costruire nuove opportunità per territori fragili sul piano demografico ed economico. Si tratta, in larga parte, di centri di piccola dimensione, spesso inseriti nelle dinamiche tipiche delle aree interne: spopolamento, invecchiamento, riduzione dei servizi e difficoltà di accesso ai mercati.

Da un’elaborazione di Obiettivo Remain, tra il 2010 e il 2025 i comuni arbëreshë passano da circa 93.500 a 76.680 residenti, con una perdita complessiva di circa -20% di abitanti. Il calo è particolarmente marcato nei piccoli centri interni, soprattutto in Calabria, che da sola registra oltre 11.000 abitanti in meno. In diversi comuni la contrazione supera il 20–30%, con punte oltre il 40%. Si tratta di un declino demografico strutturale che mette a rischio la tenuta sociale e culturale delle comunità arbëreshë, anche della lingua. In questo quadro, Made in Arbëria sceglie di lavorare su un patrimonio culturale che attraversa più regioni del Sud e che vive in una costellazione di comunità storiche distribuite in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

La sfida del progetto è sviluppare un ecosistema di connessione tra comunità, produttori, artigiani, ospitalità diffusa e nuovi mercati, anche attraverso strumenti contemporanei come l’e-commerce e la comunicazione digitale. Qui si inserisce anche madeinarberia.shop, pensato come spazio di visibilità e commercializzazione delle produzioni della rete, spesso sprovviste di un proprio spazio commerciale digitale.

 

La presentazione è stata seguita da una cena arbëreshe realizzata con i prodotti delle aziende coinvolte nel progetto. Un momento conviviale e narrativo – creato da un’icona della cucina calabro-arbëreshe, Lucia Martino – che ha tradotto in esperienza concreta il valore di un patrimonio immateriale che passa anche attraverso i sapori, i saperi e le tradizioni, dai piatti della cucina arbëreshe ai vini e agli altri prodotti del territorio.

«Made in Arbëria nasce dalla volontà di affermare con chiarezza che esiste un’Italia ricca di patrimoni, competenze, relazioni e capacità produttive che merita piena attenzione», dichiara Geri Ballo, presidente di Obiettivo Remain e ideatrice del progetto.
«Parliamo di piccoli comuni che custodiscono una parte preziosa della pluralità culturale italiana. Valorizzarli significa investire in una visione di sviluppo che mette al centro territori, persone e qualità delle produzioni, costruendo connessioni nuove tra radici profonde e strumenti contemporanei».

«Oggi sostenere questi territori significa anche rispondere a una fragilità demografica evidente», prosegue Ballo.
«Per questo vogliamo contribuire a un modello in cui cultura, impresa sociale, filiere locali e innovazione digitale non siano mondi separati, ma parti di una stessa visione: trasformare patrimonio e identità in opportunità, lavoro e futuro».

Con questa iniziativa, Obiettivo Remain mette al centro una proposta che parla al Paese, alle sue istituzioni e ai piccoli comuni italiani, attivando il valore strategico delle aree interne come luoghi nei quali possono consolidarsi esperienze avanzate di coesione, innovazione sociale, economia territoriale e protagonismo delle comunità.

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