Geri Ballo presenta “Made in Arbëria” al IV Summit della Diaspora a Tirana

Si è svolto dal 13 al 15 aprile a Tirana il IV Summit della Diaspora Albanese. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 anche la presidente di Obiettivo Remain, impresa sociale che ha lanciato il progetto “Made in Arbëria”, Geri Ballo, che ha portato al centro del dibattito il valore della cultura arbëreshë e il ruolo strategico delle comunità italo-albanesi. Nel corso del summit, Geri Ballo ha presentato Made in Arbëria, illustrandone i principali pilastri. La presidente si è soffermata in particolare sull’importanza di mantenere vive non solo le tradizioni, ma soprattutto la lingua arbëreshe, considerata un elemento identitario fondamentale e un punto cardine dell’iniziativa. Accanto alla dimensione culturale, è stato evidenziato anche il crescente sviluppo del sito e-commerce Made in Arbëria, che sta registrando risultati positivi, con un aumento delle vendite di prodotti in paesi come Italia, Germania, Belgio e oltre. Un segnale concreto di come l’identità culturale possa trasformarsi in leva economica e strumento di connessione tra diaspora e territori d’origine. Un altro punto centrale dell’intervento è stato il tema dello spopolamento dei paesi arbëreshë, una delle sfide più urgenti per il futuro di queste comunità, che richiede strategie concrete e coordinate per garantirne la continuità. Il dibattito ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, confermandosi come un’importante occasione di confronto e di costruzione di rete tra le comunità. Durante il panel le è stata posta la domanda: “Cosa deve fare l’Albania?”, a cui Geri Ballo ha risposto: “L’Albania deve rendere il tema arbëresh un punto strategico dell’agenda bilaterale con l’Italia, promuovendo un impegno bilaterale concreto, soprattutto sul tema della lingua e attivando tutti gli strumenti necessari a garantire la continuità e il futuro delle comunità arbëreshe.” Il panel “Bota Arbëreshe” ha confermato il forte interesse della diaspora albanese nel mondo verso il futuro delle comunità arbëreshe. “Siamo contenti di fare rete”, è stato il sentimento condiviso a margine dell’incontro. Di seguito una raccolta di scatti dell’evento:
Pasqua arbëresh a Shën Mitri: fede, tradizione, emozione

A San Demetrio Corone (Shën Mitri in arbërisht), piccolo borgo arbëresh calabrese, la Pasqua è molto più di una festa religiosa: è un’esperienza che unisce fede, storia e cultura. Ogni gesto, ogni rito, ogni parola sembra sospesa nel tempo, come un ponte che collega passato e presente. La comunità si riconosce nelle proprie radici, tra canti antichi, riti secolari e simboli che parlano al cuore. Le celebrazioni seguono il rito bizantino, diverso da quello latino che caratterizza il resto d’Italia. Le chiese si riempiono di icone e profumi d’incenso, mentre i canti in lingua arbëreshe risuonano tra le navate, avvolgendo fedeli e visitatori in un’atmosfera che coinvolge tutti i sensi. La Settimana Santa: riflessione e raccoglimento Il lunedì, martedì e mercoledì santo, i fedeli partecipano alle liturgie dei Presantificati, momenti raccolti e meditativi accompagnati dalla lettura di episodi evangelici. Sedersi tra i banchi della chiesa in questi giorni significa lasciarsi trasportare dal ritmo lento e solenne delle preghiere, preparandosi spiritualmente alla Passione di Cristo. Giovedì Santo: lavanda dei piedi e mattutino della Passione Il Giovedì Santo è uno dei giorni più suggestivi. Dodici uomini del paese, vestiti come gli apostoli, partecipano alla lavanda dei piedi, rievocando l’umiltà di Gesù. Al termine, il papàs (parrocco) consegna a ciascuno il kulaç (dolce pasquale) benedetto, simbolo di condivisione e unità comunitaria. Nel pomeriggio, il mattutino della Passione accompagna i fedeli nei momenti più drammatici della vita di Cristo. Il papàs legge i dodici Vangeli della Passione e il silenzio che cala nella chiesa è quasi irreale: ogni parola risuona come un eco di dolore e devozione. Venerdì Santo: Passione, lutto e suggestione Il Venerdì Santo è il culmine della Settimana Santa. La mattina, durante il mattutino della morte di Cristo, i fedeli cantano inni funebri e si raccolgono in un profondo sentimento di lutto. La processione con l’epitaphios, il telo sacro che rappresenta Gesù morto. Nel pomeriggio, la comunità adorna la bara, e la sera prende vita la Via Crucis. I canti arbëreshë si intrecciano al ritmo delle troke, creando un’atmosfera intensa e commovente. Camminare accanto ai fedeli significa vivere un vero e proprio funerale simbolico, toccante e partecipato. Sabato Santo: la gioia della Resurrezione Il Sabato Santo celebra la vittoria di Cristo sulla morte. Durante il mattutino del Grande Sabato, i fedeli cantano inni di gioia e speranza, e l’atmosfera si trasforma, passando dal lutto alla festa della vita. Nella notte tra Sabato e Domenica, prende vita la tradizione della dell’acqua muta. I fedeli, in silenzio, si recano alla Fontana dei Monaci, presso il Collegio di Sant’Adriano, per raccogliere l’acqua, simbolo di resurrezione e purificazione. Poi si dirigono verso la Chiesa di San Demetrio Megalomartire, dove viene acceso il fuoco di Pasqua, la Querradonulla. Il fuoco simboleggia la luce di Cristo risorto, e prima della Messa dell’alba il papàs lo benedice, permettendo a ogni fedele di prendere un po’ di cenere come segno tangibile di purificazione e rinascita. La Messa dell’alba è uno dei momenti più suggestivi: il papàs ha un dialogo simbolico con il diavolo, impersonato da un fedele. Con la croce in mano bussa tre volte alle porte della chiesa, urlando “APRITE LE PORTE!”. Dall’interno il diavolo chiede “chi bussa?” e, al terzo colpo, riconoscendo Cristo risorto, apre le porte. Un rito potente, scenico e carico di significato, che affascina ogni spettatore. Tradizione, radici e identità Le famiglie preparano piatti tipici pasquali e condividono il pasto, mantenendo vive usanze tramandate da generazioni. La lingua arbëreshe, ancora parlata da molti abitanti, accompagna canti e preghiere, rendendo ogni gesto autentico e intimo. Qui la tradizione non è solo memoria: è vita vissuta, partecipata e condivisa.
Presentato alla Stampa Estera a Roma “Made in Arbëria”: un progetto che unisce cultura, digitale e produzioni locali

Presentato a Roma ai giornalisti della Stampa Estera Made in Arbëria, progetto promosso da Obiettivo Remain per la valorizzazione delle comunità arbëreshe e delle aree interne, portando all’attenzione internazionale il valore culturale, produttivo ed economico dei territori arbëreshë, espressione di una storia antica e di una presenza viva nel patrimonio italiano. L’iniziativa punta a portare all’attenzione nazionale e internazionale non solo le peculiarità delle comunità di minoranza linguistica storica arbëreshe, ma anche la necessità di costruire nuove opportunità per territori fragili sul piano demografico ed economico. Si tratta, in larga parte, di centri di piccola dimensione, spesso inseriti nelle dinamiche tipiche delle aree interne: spopolamento, invecchiamento, riduzione dei servizi e difficoltà di accesso ai mercati. Da un’elaborazione di Obiettivo Remain, tra il 2010 e il 2025 i comuni arbëreshë passano da circa 93.500 a 76.680 residenti, con una perdita complessiva di circa -20% di abitanti. Il calo è particolarmente marcato nei piccoli centri interni, soprattutto in Calabria, che da sola registra oltre 11.000 abitanti in meno. In diversi comuni la contrazione supera il 20–30%, con punte oltre il 40%. Si tratta di un declino demografico strutturale che mette a rischio la tenuta sociale e culturale delle comunità arbëreshë, anche della lingua. In questo quadro, Made in Arbëria sceglie di lavorare su un patrimonio culturale che attraversa più regioni del Sud e che vive in una costellazione di comunità storiche distribuite in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. La sfida del progetto è sviluppare un ecosistema di connessione tra comunità, produttori, artigiani, ospitalità diffusa e nuovi mercati, anche attraverso strumenti contemporanei come l’e-commerce e la comunicazione digitale. Qui si inserisce anche madeinarberia.shop, pensato come spazio di visibilità e commercializzazione delle produzioni della rete, spesso sprovviste di un proprio spazio commerciale digitale. La presentazione è stata seguita da una cena arbëreshe realizzata con i prodotti delle aziende coinvolte nel progetto. Un momento conviviale e narrativo – creato da un’icona della cucina calabro-arbëreshe, Lucia Martino – che ha tradotto in esperienza concreta il valore di un patrimonio immateriale che passa anche attraverso i sapori, i saperi e le tradizioni, dai piatti della cucina arbëreshe ai vini e agli altri prodotti del territorio. «Made in Arbëria nasce dalla volontà di affermare con chiarezza che esiste un’Italia ricca di patrimoni, competenze, relazioni e capacità produttive che merita piena attenzione», dichiara Geri Ballo, presidente di Obiettivo Remain e ideatrice del progetto. «Parliamo di piccoli comuni che custodiscono una parte preziosa della pluralità culturale italiana. Valorizzarli significa investire in una visione di sviluppo che mette al centro territori, persone e qualità delle produzioni, costruendo connessioni nuove tra radici profonde e strumenti contemporanei». «Oggi sostenere questi territori significa anche rispondere a una fragilità demografica evidente», prosegue Ballo. «Per questo vogliamo contribuire a un modello in cui cultura, impresa sociale, filiere locali e innovazione digitale non siano mondi separati, ma parti di una stessa visione: trasformare patrimonio e identità in opportunità, lavoro e futuro». Con questa iniziativa, Obiettivo Remain mette al centro una proposta che parla al Paese, alle sue istituzioni e ai piccoli comuni italiani, attivando il valore strategico delle aree interne come luoghi nei quali possono consolidarsi esperienze avanzate di coesione, innovazione sociale, economia territoriale e protagonismo delle comunità.
Made in Arbëria: sostenere la cultura viaggiando

Viaggiare non è solo spostarsi da un luogo all’altro; è un’opportunità per immergersi in tradizioni, storia e identità locali. Nell’area dell’”Arbëria”, territorio ricco di eredità arbëreshe in Italia, il turismo può diventare un vero strumento per sostenere la cultura. Visitare questi luoghi significa partecipare attivamente alla conservazione di usi, costumi e mestieri che raccontano secoli di storia, creando un legame autentico tra visitatore e comunità locale. L’importanza di vivere esperienze autentiche Chi sceglie di visitare i paesi arbëreshe ha l’opportunità di vivere esperienze autentiche, lontane dal turismo di massa. Partecipare a festival culturali, degustare prodotti locali e visitare musei etnografici permette di comprendere meglio la cultura arbëreshe e il suo valore. Queste esperienze favoriscono non solo la crescita personale, ma anche il sostegno alle economie locali, incoraggiando la tutela di tradizioni millenarie e preziose. Sostenere l’artigianato e i prodotti locali Uno dei modi più concreti per sostenere la cultura durante un viaggio è valorizzare l’artigianato locale. Le comunità arbëreshe hanno conservato nel tempo tecniche artigianali uniche nella lavorazione del legno, dei tessuti, del vetro e del ferro battuto. Acquistare prodotti locali non significa solo sostenere l’economia del territorio, ma anche valorizzare la competenza e la creatività dei maestri artigiani. Ogni acquisto diventa un piccolo contributo alla conservazione di un patrimonio culturale che, altrimenti, rischierebbe di andare perduto. Per questo Made in Arbëria ha aperto una porta (digitale) che dà verso l’artigianato arbëresh, coinvolgendo donne e uomini dediti alla produzione di articoli unici, ora disponibili per un pubblico molto più vasto grazie alla tecnologia. Turismo responsabile e impatto positivo sulla comunità Viaggiare con consapevolezza significa ridurre l’impatto ambientale e sociale, favorendo uno sviluppo sostenibile del territorio. Scegliere alloggi gestiti da famiglie locali, partecipare a tour guidati da esperti della zona e rispettare le usanze locali sono gesti fondamentali per sostenere la cultura senza snaturarla. Un turismo responsabile aiuta a distribuire in modo equo i benefici economici, sostenendo la tutela del patrimonio culturale e creando nuove opportunità di lavoro per le comunità locali. Scoprire la storia e le tradizioni arbëreshe L’ “Arbëria” è un mosaico di storia, lingua e tradizioni che affondano le radici nei secoli. I visitatori possono esplorare chiese, musei, siti storici e borghi che custodiscono racconti di migrazioni, rituali religiosi e celebrazioni comunitarie. Partecipare a queste attività permette di comprendere come la storia e le tradizioni abbiano modellato l’identità delle persone e come il patrimonio culturale continui a vivere grazie al coinvolgimento attivo della comunità. Attraverso esperienze guidate e contenuti informativi disponibili su Made in Arbëria, i viaggiatori possono approfondire la conoscenza della lingua, della musica, della cucina e delle arti locali, vivendo un contatto diretto con la cultura arbëreshe.


